ANGELO O. MELONI racconta COSA VUOI FARE DA GRANDE

Un’immagine si presentò ai miei occhi affaticati dagli errori ortografici e dai termini in inglese grattugiati a mo’ di parmigiano sugli annunci di lavoro. Un’apparizione.
C’è chi vede Dio; c’è chi vede, che so, un cono gelato gigante alle mandorle che profetizza l’avvento del grande toblerone cosmico; io vidi il futurometro, una macchina portentosa che potrebbe far chiudere bottega agli astrologi.

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ANGELO O. MELONI ci racconta il suo romanzo COSA VUOI FARE DA GRANDE, scritto a quattro mani con Ivan Baio (edito da Del Vecchio)

di Angelo O. Meloni

Cosa vuoi fare da grande, il mio secondo romanzo, è nato come penso nascano un sacco di bambini. Per caso. Anni fa, stanco com’ero di spedire inutili, disgustosi, impresentabili curriculum uno dopo l’altro, all’infinito, di mendicare un lavoro nella maggior parte dei casi senza stipendio e prospettive, un’immagine si presentò ai miei occhi affaticati dagli errori ortografici e dai termini in inglese grattugiati a mo’ di parmigiano sugli annunci di lavoro. Un’apparizione.
C’è chi vede Dio; c’è chi vede, che so, un cono gelato gigante alle mandorle che profetizza l’avvento del grande toblerone cosmico; io vidi il futurometro, una macchina portentosa che potrebbe far chiudere bottega agli astrologi. Il futurometro avrebbe risolto ogni problema, avrebbe determinato con precisione scientifica…

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Live long and prosper

Qualche giorno fa su Il paradiso degli orchi è uscita la recensione numero N di Cosa vuoi fare da grande. Gasp! Troppa grazia, e grazie a tutti quelli che ne hanno parlato, a quelli che l’hanno letto, a quelli che lo hanno regalato al loro migliore amico e a quelli che lo hanno regalato al loro peggior nemico; grazie a quelli che lo devono ancora leggere e grazie pure a quelli che non lo leggeranno mai nemmeno sotto la minaccia delle armi. Un grazie infine ai mitomani che abbiamo incontrato durante questo percorso; e soprattutto a uno, un mitomane speciale. Grazie, grazie, grazie. Il futurometro sbippetta pure per voi e dice: “Gabba gabba hey”!