Pillole – Volkan Kursat Bayraktar

numero

Volkan era uno di quegli studenti spreca-genio che campano come viene e non si aspettano granché dalla vita. Dopo i primi, durissimi corsi il suo entusiasmo per i numeri si era affievolito e il suo bernoccolo per la matematica era scomparso come se non se lo fosse mai procurato. La notte in cui sognò d’essersi dimenticato le derivate, ben lungi da assumere i contorni di un incubo, fu segnata da una nostalgia indicibile per la sua terra, per la sua piccola città, dove a nessuno sarebbe mai saltato per la testa di giudicarlo in base alla sua conoscenza delle equazioni a novantanove variabili e dei postulati di Bastianatti sull’imponderabilità ponderata. A chi gli chiedeva cosa vuoi fare da grande era solito rispondere con un laconico: “Siamo nelle mani del Signore”. E di un Signore tutto particolare, l’ordito elettronico di fili, condensatori e lucette che un giorno avrebbe cambiato la vita di Volkan.

Continua sui vostri comodini.

Dicono di noi

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“La problematica sollevata da Volkan K. Bayraktar non potrà più essere elusa da filosofi, scienziati e semplici uomini della strada. L’Europa ci chiama e il futurometro ha fatto Bip”.
Il corriere dello stagno.

“Più taglienti di Fruttero e Lucentini, più brillanti di Terry Pratchett e Neil Gaiman, più temibili di Ciccio Graziani e Paolino Pulici, questi due fanno impallidire R2-D2 e C3-PO”.
L’eco di Topolindo.

“Ric e Gian sono storia”.
Vip7.

“Quando un uomo con il futurometro incontra un uomo con l’oroscopo, quello con l’oroscopo è un uomo morto”.
Borgolombardo Bassa Tribune.

“Quando uso Cerebro non posso fare a meno dei cioccolatini Spluf, gusto bisboccia di sapori”.
Charles Xavier.

“Ormai soltanto un futurometro ci può salvare”.
Sebuccio, titolare del ristorante All’Uopa d’Oro.

“Raramente ho letto un libro più bello di Cosa vuoi fare da grande, anzi, ho letto un libro”.
Fuori onda da una tribuna politica.