Pillole – I terribili gemelli Smargotti

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I terribili gemelli Smargotti, Luca e Grammazio, sono due piccole pesti e noi vi proponiamo, in ossequio alla nota tecnica del cut-up, un breve mix delle loro imprese. Per la trascinante colonna sonora, cliccate qui, ma evitate di farlo se i gemelli si trovano nei paraggi, potreste innescare la miccia.

“Quei marmocchi sarebbero saltati sul palco ululando e lo avrebbero squartato. Il ministro piantò gli occhi sul ghigno dei gemelli Smargotti, si passò un dito sul colletto e sentì il bisogno di un bicchier d’acqua. […] L’immagine del salotto buono messo a ferro e a fuoco era ancora troppo viva. L’urlo di zia Assunta troppo fresco. Nonostante la vedova avesse pagato quattro steward referenziati per tenerli d’occhio, nessuno era riuscito a capire come quei due fossero riusciti a estrarre le spine dal cactus in terrazza e a piazzarle nella poltrona chippendale. […] Luca e Grammazio Smargotti captarono il segnale nonostante la caciara e risposero senza indugio, ognuno secondo le personali inclinazioni. Luca si produsse in un moon walking da antologia, Grammazio in una street dance venata d’atmosfere retrofuturiste. […] Scattarono verso le pertiche, vi si arrampicarono alla velocità del suono, o poco meno, saltarono sulle funi passando dall’una all’altra come novelli Tarzan e, preso lo slancio, si lasciarono cadere con una capriola sul lampadario. […] I terribili gemelli avevano rispettato le consegne: arrampicata sulla pertica, salto sulla fune e raggiungimento di adeguata oscillazione, 10,7 secc.; preparazione apparato bellico, 109,2 secc.; operazioni di puntamento, tre secondi netti; arrotondamento/imprevisti 160 secc.; ritorno nei ranghi 20,4 secc. Non male considerando che l’anno prima, durante la gita all’abbazia di Chiaravalle, per montare la gru e sollevare la mucca c’erano voluti quasi undici minuti. […] Centottantasette secondi dopo la porta era spalancata e un applauso scrosciante, sincero e fugace, celebrò l’impresa dei gemelli”.

E dunque, non chiedere mai per chi suona il futurometro, il futurometro sbippetta per te.

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Cosa vuoi fare da grande a Radio 105 – Consigli da leggere

Il futurometro furoreggia per l’etere e il personale della scuola elementare Attilio Regolo e i piccoli Gianni e Guido, per non parlare dei terribili gemelli Smargotti e del multi-mega-miliardario Volkan Kursat Bayraktar, vogliono ringraziare anche Chiara Beretta Mazzotta e Radio 105.

“Bellissimo di due autori pazzissimi. Mentre ridete come pazzi, un manipolo dissidente dei vostri neuroni – un manipolo coraggioso – non potrà fare a meno di riflettere sul nostro Paese, sul sistema scolastico al collasso, snervato da riforme e teatrini vari. Un romanzo per tutti, soprattutto per chi vuole imparare a mettere da parte le proprie frustrazioni e sognare insieme con i bambini”.

Aggiornamento: il futurometro pure su youtube!

Non accettare caramelle dagli sconosciuti – rassegna stampa

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Ai bambini, com’è giusto che sia, insegniamo a non accettare caramelle dagli sconosciuti, ma per le recensioni la faccenda funziona in maniera completamente diversa. E perciò, a distanza di un mesetto dall’uscita di Cosa vuoi fare da grande, il personale e gli scolaretti della scuola elementare Attilio Regolo, nonché il multi-mega-miliardario Volkan Kursat Bayraktar, l’inventore del futurometro, sono ben contenti di aver ricevuto tutte queste recensioni e segnalazioni e intonano in coro un euforico: “Gabba gabba hey!”

Grazie grazie e grazie a:

Repubblica – PA
Il FattoQuotidiano.it
Finzioni Magazine I e Finzioni Magazine II
Siracusaonline
ScrivendoVolo
RadioLab
Nerd Elite
La Biblioteca di Babele
Somewhone who’s reading
Scarabocchi di pensieri
Aspettando il caffè
Divoratori di libri
Storie attorno al fuoco
Legger_mente
Papers – scartoffie letterarie
La contorsionista di parole
Pupottina
Liberi di scrivere
SiracusaNews

Pillole – Il dottor Ringo

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Ringo era una vecchia carcassa che era costata allo Stato italiano una montagna di soldi. Per costruire una degna unità centrale di programmazione e propaganda, che gli analisti stimavano di vitale importanza, erano stati duplicati ad hoc centinaia di uffici pubblici e società partecipate che si commissionavano a vicenda il progetto facendo la cresta sui finanziamenti. Il gioco delle nozze di Cana era durato quanto la Guerra Fredda, ma alla caduta del Comunismo il Ministero degli Interni poté sfoggiare la sua ucpp, un Rielaboratore Ipostatico–Nomotetico Giga Ondulatorio fabbricato a Ivrea, che all’indomani della caduta dei Blocchi fu parcheggiato nel Ministero dell’Istruzione.

– Sto sfascimm’e Ringo non si accende, dotto’, – lo aveva infine battezzato un commesso. E il resto, come si suol dire, è storia: il povero commesso con quattordici mensilità e piano pensionistico da urlo non avrebbe mai potuto prevedere che sarebbe stato sostituito da uno stagista stempiato e senza stipendio, costretto a firmare una liberatoria con cui rinunciava alle prerogative garantite dagli articoli 3, 4 e 21 della Costituzione. Di essere sostituito da quello stagista, in particolare, che rispondeva al nome di Onofrio Ora e che prima di presentarsi davanti al monitor di Ringo con una salvietta mangiapolvere, mocassini bianchi e cravatta d’ordinanza, aveva passato anni a spedire curriculum alla media infernale di 20,2 al giorno.

[continua sui vostri comodini]