Pillole – il futurometro 2.0

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“Dannati ribelli, voi sottovalutate la potenza del futurometro”.

Il futurometro 2.0 di lì a poco sarebbe stato prodotto in milioni di esemplari. Era una smart home device dalle mille app dotata di nanocamera e d’un sofisticato sistema a feedback erogeno. Bastava infatti sfiorarne la superficie con il palmo della mano perché il nuovo futurometro rilasciasse una sottile carica d’eccitazione sessuale. Bianco e madreperlato, era un piccolo soprammobile luccicante a forma di conchiglia, in tutto e per tutto uguale a quello che si stava sperimentando nella scuola “Attilio Regolo”, fatte salve le dimensioni. Un souvenir del futuro destinato ad arredare con sobrietà le abitazioni minimali della nuova classe dominante. Semplice da usare e dotato di un unico ergonomico pulsante per lo stand-by, e in funzione ventiquattr’ore su ventiquattro previo abbonamento mensile, il futurometro 2.0 aveva fatto strillare a un giubilante direttore marketing: “Ragazzi, le rubriche degli oroscopi sono storia”.

Tratto da: Cosa vuoi fare da grande, Del Vecchio Editore.

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Pillole – Vado o non vado

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[dal capitolo II]

Volkan Kursat Bayraktar sudava a fiumi e si diceva vado o non vado, vado o non vado. Fino a quando dovette dirsi: “E che cazzo. Vado!”. Preso un bel respiro, contò fino a dieci per la decima volta e allo scoccare dell’ultima cifra mollò lo spaghetto di liquirizia sul futurometro e spalancò i battenti con le suole. Era cianotico, con gli occhi spiritati, e aveva sul petto una voluminosa scatola bianca circondata da un groviglio di cavi, cavetti e circuiti. Il ragazzo aveva provato il futurometro su se stesso e si preparava a vivere una scena di cui aveva appena conosciuto il finale. Il suo marchingegno non solo era in grado di prevedere in quale disciplina l’esaminando si sarebbe potuto cimentare con maggior successo, ma era capace di riassumere la scena della scelta, dell’illuminazione, il momento in cui ogni cosa sarebbe stata chiara, il futuro spianato e per questo inevitabile. Questa scena, quindi, lui la conosceva già. Non nei dettagli, ma di sicuro nell’impianto generale. Per il resto sarebbe andato a braccio.

“Lo sapevo”, pensarono in un coro silenzioso gli studenti e il prof.

“Stronzi…”, pensava Volkan, “adesso ve la faccio vedere io”.

Avvistamenti: piano piano, Pianissimo

Pianissimo - libri sulla strada

Avvistato il futurometro dalle parti di Gammazita a Catania.
Nello scatto, effettuato da una coppia di turisti venusiani che sorvolavano proprio in quegli istanti il castello Ursino, vediamo il prode Filippo Nicosia, anima di Pianissimo e sommo suggeritore di Cosa vuoi fare da grande, intrattenere il gentile pubblico leggendo la palpitante storia di Volkan Kursat Bayraktar, il più grande inventore del mondo.

No, un attimo, non sapete cos’è Pianissimo, libri sulla strada? Non c’è problema, basta cliccare qua.

Sondaggio # 2 – Il paradosso di Guido Pennisi.

Come è stato dimostrato da uno studio del professor Gino Pangasio pubblicato a cura dell’importante istituto svedese di ricerca Dora Venter, ci sono solo due categorie di alunni, quelli che fanno i compiti e quelli che li copiano.

Il nostro Guido Pennisi, per esempio, se avete dato un occhio al nostro Cosa vuoi fare da grande, si trova ad affrontare una delle più dure prove a cui gli studenti di mezzo mondo devono sottostare. Il tema iniziatico Il mio compagno di banco.

Ma se anche tu, come Guido, fai parte del club dei copioni, in questi casi correrai il rischio di scrivere un tema che parla di te stesso come se tu fossi un’altra persona.

Orsù, quindi, gioca con noi, caro lettore, e dicci che scolaretto eri. Contribuisci pure tu a questa fondamentale ricerca scientifica. Eri candido come un giglio o giocavi sporco?

I risultati del nostro sondaggio saranno pubblicati a cura dell’istituto superiore di sondaggistica & terminologia Eurone 3001.